BAGATELLE PARTIGIANE
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Riconoscere i bugiardi e conoscerla la verità, è impresa difficile, sconveniente; si corre il rischio di essere censurati e isolati. Con questa raccolta di ricerche si vuole proporre episodi che mettano in luce fatti poco noti, male conosciuti e addirittura taciuti.
Perché i giovani devono sapere che gli "eroi" non erano da una sola parte, non solo tra i "partigiani"; devono sapere che le atrocità liquidate in nome della fatalità, da coloro che "sparavano e sparivano", che cercavano il morto, che volevano la rappresaglia per aumentare l'odio e coinvolgere gli incerti.

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Prefazione
Perché bagatelle? Prima di raggruppare queste mie brevi ricerche su un argomento tragico come la guerra civile, ho cercato di non ravvivare vecchie passioni, pensando al periodo 1943-45, vissuto da ragazzino. Che cosa rammentavo di quei tempi: L'aver visto? Il ricordare? Il sentir dire? Il raccontare secondo le convinzioni personali? Sessant'anni d'inquinamento resistenziale dove: memorie, ricordi, diari di personaggi, scritti con la presunzione di dare il proprio contributo su fatti non ancora recentemente passati. Più leggevo e più mi domandavo, ma come fanno? Avevano perso il senso della misura, tutto senza pudore, fatti gravissimi dimenticati, violenze ignorate, oltraggi tenuti nascosti, ruberie....Quando fa comodo c'e il silenzio, c'e la bugia. Convinti che in quest'Italia, tutti siano di memoria corta; Li ritroviamo ad ogni occasione a parlare di base morale e politica della lotta di liberazione, d'impegno perenne contro la violenza, buoni da una parte e cattivi dall'altra. Ora, sottolineare la menzogna e tentare il recupero della verità, riconoscere i bugiardi e conoscerla la verità, è impresa difficile, sconveniente; si corre il rischio di essere censurati e isolati. Con questa raccolta di ricerche si vuole proporre episodi che mettano in luce fatti poco noti, male conosciuti e addirittura taciuti. Perché i giovani devono sapere che gli "eroi" non erano da una sola parte, non solo tra i "partigiani"; devono sapere le atrocità liquidate in nome della fatalità, da coloro che "sparavano e sparivano", che cercavano il morto, che volevano la rappresaglia per aumentare l'odio e coinvolgere gli incerti.
Bisogna far sapere ai giovani che la verità non e solo quella raccontata dai vincitori. Ma, perché sia capita, va spiegata anche l'altra faccia della medaglia, a questi giovani cresciuti nel "mito della resistenza": quale resistenza? Guerra civile fra Italiani, questa e stata la resistenza. Devono finirla i falsi moralisti, ad ogni manifestazione in pancetta e doppiopetto, di comunicare l'esperienza della lotta passata, di raccontare menzogne. Falsi moralisti, che se si lasciano prendere dalla commozione (più che giusta), al ricordo di amici accompagnati al cimitero, ma non dal rimorso della gente che hanno massacrato e mandato al cimitero. Si, altri giovani si erano battuti per le proprie idee, ai quali bastò poco per fare una scelta e bastò poco per morire, oltraggiati e dimenticati da una propaganda bugiarda e non più sopportabile. Ai giovani d'oggi, che nemmeno immaginano cosa successe a guerra finita, va raccontato quanto costò, in sangue e sofferenza per restare fedeli ai propri ideali, ai combattenti della parte perdente, anche se fa storia non può essere raccontata dai "vinti".
E non sono bagatelle.
“ BAGATELLE PARTIGIANE 225 pagine formato 17x24 cm.
€ 23,00 fotografie e documenti originali a cura di GIULIANO FIORANI Grafica MA.RO. editrice ”